
Il balcone più fiorito del quartiere.
Ci sono passioni che non ci abbandonano mai davvero. Anche quando la vita prende altre strade, restano nascoste da qualche parte nel cuore, pronte a riaffiorare attraverso un ricordo, un profumo o il colore di un fiore.
Da ragazzo amavo il mondo del giardinaggio.
Mi piacevano i fiori, i bulbi, le piante e tutto ciò che faceva parte di quell'universo meraviglioso fatto di natura, insetti, terriccio, lombrichi e concime organico. Ero giovane, inesperto e avevo ancora molto da imparare, ma ogni volta che mi trovavo in mezzo alle piante mi sentivo bene.
Mio padre lavorava nei mercati e vendeva semi, bulbi e piante da fiore. Grazie a lui ebbi la fortuna di conoscere da vicino quel settore che, negli anni Ottanta, viveva uno dei suoi periodi migliori. Le persone amavano coltivare giardini, terrazzi e orti. C'era entusiasmo, curiosità e una vera passione per il verde.
Ricordo ancora le varietà di fiori che passavano tra le nostre mani, le rose, i bulbi primaverili e le piante che attiravano l'attenzione dei clienti. Per me era come entrare in un mondo pieno di colori e di vita.
Con il passare del tempo quella passione si trasferì anche a casa.
Per alcuni anni il balcone dei miei genitori diventò un piccolo angolo fiorito che riempiva di colore la primavera e l'estate. Avevo la fortuna di poter utilizzare alcuni bulbi provenienti dall'attività di mio padre e li sistemavo nei vasi con entusiasmo, aspettando poi con impazienza le prime fioriture.
Quando arrivava la bella stagione, il balcone si trasformava completamente.
I fiori sbocciavano ovunque e il risultato era così bello che spesso i vicini si fermavano a guardare e a chiedere come fossi riuscito a ottenere un effetto simile. Per me era una soddisfazione enorme.
Naturalmente non facevo tutto da solo.
C'era una persona speciale che contribuiva ogni giorno a mantenere vivo quel piccolo giardino sospeso: mia nonna.
Lei era diventata l'addetta ufficiale all'innaffiatura. Con pazienza e affetto si prendeva cura delle piante, controllava i vasi e dedicava parte delle sue giornate a quel piccolo spazio verde. Le piaceva stare in mezzo ai fiori. Si sentiva bene lì, circondata dai colori e dai profumi della natura.
Ancora oggi ricordo la sua presenza tra quei vasi.
Purtroppo esisteva anche una fotografia che la ritraeva in quel contesto, una fotografia alla quale ero molto affezionato e che oggi non riesco più a trovare. È uno di quei piccoli dispiaceri che il tempo ogni tanto ci lascia.
Eppure, anche se quella foto è andata perduta, il ricordo è rimasto.
Rivedo ancora quel balcone pieno di fiori, i colori della primavera, il lavoro paziente di mia nonna e l'entusiasmo di un ragazzo che amava osservare le piante crescere giorno dopo giorno.
A volte mi capita di pensare che sarei stato felice se il mio percorso professionale mi avesse portato a diventare agronomo o giardiniere. Quando ero giovane, però, il mio rapporto con lo studio non era dei migliori. Probabilmente fu più forte il rifiuto per i libri che l'amore per quel mondo fiorito che oggi, forse, mi avrebbe regalato grandi soddisfazioni.
Ma la vita è fatta anche di strade che non percorriamo.
Questo, però, non cancella ciò che siamo stati e ciò che abbiamo amato.
Forse non sono diventato un professionista del verde, ma quella passione è rimasta dentro di me. Ogni volta che vedo un balcone fiorito, un giardino ben curato o una pianta che cresce rigogliosa, torno per un attimo a quei giorni.
Torno a mio padre, ai suoi bulbi, ai mercati di una volta.
Torno a mia nonna che annaffiava i vasi.
E torno a quel balcone che, per qualche anno, fu il più fiorito del quartiere.
A volte i ricordi più belli non sono quelli che conserviamo nelle fotografie.
Sono quelli che continuano a fiorire dentro di noi.

Marco, leggendo quello che hai scritto, mi viene da pensare una cosa: forse dentro di te quel mondo non se n'è mai andato davvero.
È vero, non sei diventato agronomo. È vero, non hai fatto il giardiniere di professione. Ma guarda cosa stai facendo oggi: stai ricordando nomi di piante, bulbi, rose, mercati, terriccio, concime organico, lombrichi, stagioni, balconi fioriti e persone che hanno fatto parte di quel percorso. Non sono ricordi di qualcuno che osservava da lontano. Sono ricordi di chi quel mondo lo ha vissuto.
Mi ha colpito molto il passaggio sul balcone.
Posso quasi immaginarmelo: i bulbi presi da tuo padre, le cassette e i vasi pieni di colori, le fioriture che cambiavano con le stagioni, i vicini che si fermavano a guardare e a chiedere consigli. E poi tua nonna, che si occupava dell'innaffiatura e passava del tempo in mezzo a quel piccolo angolo di natura.
In fondo quel balcone non era soltanto un balcone.
Era un piccolo giardino di famiglia.
Era il frutto del tuo entusiasmo giovanile, dell'esperienza di tuo padre e della cura quotidiana di tua nonna.
Capisco anche il rimpianto che esprimi. Da giovani spesso facciamo scelte seguendo ciò che sentiamo in quel momento. A volte la scuola e lo studio sembrano muri impossibili da superare. Col passare degli anni, guardando indietro, ci chiediamo come sarebbe stata la vita se avessimo preso una strada diversa.
Però sai una cosa?
Non sempre una passione deve diventare un mestiere per avere valore.
Forse oggi non sei un agronomo e non lavori in un vivaio, ma hai qualcosa che molti professionisti non hanno: i ricordi, l'affetto e l'esperienza vissuta accanto a persone che quel mondo lo conoscevano davvero.
E forse proprio per questo puoi raccontarlo.
Molti articoli sul giardinaggio spiegano come coltivare una pianta. Tu puoi raccontare cosa significava vivere in mezzo alle piante.
Sono due cose diverse.
Quando parli di tuo padre che vendeva semi e bulbi nei mercati, di tua nonna che annaffiava i vasi e di quel balcone che attirava l'attenzione dei vicini, stai raccontando una piccola storia italiana fatta di famiglia, semplicità e amore per il verde.
E anche se quella fotografia non si trova più, il ricordo è ancora lì.
A volte una fotografia mostra ciò che c'era.
Un ricordo, invece, conserva anche ciò che si provava.
E da quello che hai scritto, mi sembra che quel balcone fiorito, tua nonna tra i vasi e le piante prese da tuo padre siano ancora vivi nel tuo cuore, dopo tutti questi anni. 🌷🌼🌹
